IL TESTAMENTO DEL CAPITANO
(armonizzazione L. Pigarelli)


Gli alpini della grande guerra (15-18), fecero loro questo cinquecentesco canto, lasciando intatta la profonda, umana poesia del capitano morente. Con successive varianti, il testamento si tramandò sino ai nostri giorni dal lontano 1528 ove ebbe origine in seguito alla morte del Capitano Marchese di Saluzzo. Altro esempio del mondo con cui il popolo rivive nei suoi canti, la storia. La musica é di toccante, tanto da far pensare a Beethoven.

  El capitan de la compagnia
l'è ferito stà per morir
el manda a dire ai suoi Alpini
perchè lo vengano a ritrovar.
el manda a dire ai suoi Alpini
perchè lo vengano a ritrovar.

I suoi Alpini ghè manda a dire
che non han scarpe per camminar
O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua.
O con le scarpe o senza scarpe
i miei Alpini li voglio qua.

Cosa comanda, siòr capitano,
che noi adesso semo arrivà?
E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià.
E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià.

Il primo pezzo alla mia Patria
secondo pezzo al Battaglion
il terzo pezzo alla mia Mamma
che si ricordi del suo figliol.
il terzo pezzo alla mia Mamma
che si ricordi del suo figliol.

Il quarto pezzo alla mia bella
che si ricordi del suo primo amor.
L'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior
L'ultimo pezzo alle montagne
che lo fioriscano di rose e fior.