Questo canto della Notte di Natale, non ha certo bisogno di presentazione, grazie alla sua universale notorietà. Diciamo universale non a caso, poiché esso é cantato non solo in Italia, ma in tutto il mondo cristiano. Anche i negri americani se ne sono appropriati, trasformandolo, con il loro tipico modo di esprimersi in musica, in un "Gospel Song".
Nella terminologia musicale il termine di ninna nanna viene definito come brano vocale o strumentale di carattere suadente ed affettuoso nota anche con il nome francese di Berseuse intonato di solito per addormentare i bambini.
Nella tradizione popolare italiana la ninna nanna é ampiamente diffusa, generalmente nelle forme e nei modi di canto lirico monostrofico. Settimo Zimarino, maestro in questo genere ed autore di questo brano, si é certamente ispirato alla melodia che caratterizza la VI sinfonia di Beethovan, detta anche Pastorale. La nostra canzoncina, affidata normalmente ai bambini con l'aiuto dei grandi, é considerata opera postuma in quanto pubblicata dopo la morte dell'autore.
Primo Berardo, musicista, compositore e docente di conservatorio, nato a Roncade (in provincia di Treviso) ha diretto per una decina d'anni il coro femminile "SIEM" di Vicenza. Dopo la sua morte, avvenuta nel mese di aprile del 2006, il fratello Bruno ha contattato il Coro di Codissago, offrendo loro una decina di canti popolari scritti o armonizzati per coro femminile. Uno di questi brani é "oh felice oh chiara notte", molto famoso e cantato da tanti cori nell'armonizzazione di Dionisi. Chi lo conosce sentirà quindi la differenza di armonizzazione. Il testo é molto semplice, si direbbe quasi approssimativo e poco curato. Ma si fa perdonare grazie all'ultimo verso, pieno di poesia e di fede: ai pastori chiamati alla capanna e preoccupati per le loro greggi, il canto rassicura: "le vostre agnelle abbandonate, Dio dall'alto, veglierà.
E' una delle "ninne nanne" più famose nel mondo; talmente famosa che viene usata come sigla di varie pubblicità, come suoneria dei carillons, nei giochini dei bambini. Scritta da Johannes Brahms, compositore tedesco del 1800, ritenuto uno dei più grandi musicisti che siano mai esistiti. Non tutti sanno che Brahms diresse anche, per circa tre anni, un piccolo coro femminile, che gli ispirò varie composizioni, come questa "ninna nanna" dedicata alla giovane Bertha, in occasione del suo matrimonio.
Motivo che risale ai primi del Settecento. L'autore Francois Cuperin, nato a Parigi nel 1668, discendente da una famiglia di tutti musicisti, venne definito "il grande" per la qualità delle sue innumerevoli composizioni e per il fatto che il Re di Francia, Luigi XIV detto il Re Sole lo scelse personalmente come organista della Cappella di Corte. Ad una sua composizione, conosciuta come "Pastorale" vennero adattati un testo in lingua italiana ed un titolo chiaramente significativo.
Fra i tanti brani che parlano della notte di Natale, "Notte
Santa" é sicuramente uno dei più recenti. Bepi De Marzi, autore
veneto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, affronta l'argomento
della nascita di Gesù da un'ottica niova, assolutamente originale. Il
momento é visto dalla parte della Madonna e vi si sente tutta la sua
trepidazione. Questo ha molto colpito le ragazze del Coro di Codissago,
tante delle quali già mamme, che hanno fatto loro questo brano e lo
cantano sempre con emozione.
L'angelo disse ai pastori che vegliavano: "vi annunzio una grande gioia: sulla terra é nato il salvatore degli uomini. Gloria a Dio nell'alto dei cieli. Amen." La traduzione dal latino di questo popolare canto natalizio é tutta qua. Ma la semplicità del testo è riscattata dalla bellissima armonizzazione di Lamberto Pietropoli, musicista di origini bellunesi che ci ha lasciato pagine memorabili. In questo pezzo le voci si rincorrono e si intrecciano creando un'armonia avvolgente, che ci coinvolge e ci trascina all'amen finale.
Bonaventura Somma, nato a Chianciano (Siena), fu allievo di Ottorino Respighi. Compositore e direttorecdel Coro dell'Accademia di Santa Cecilia, fu autore di numerosissime composizioni corali, religiose e profane. Questo brano é definito dagli "esperti" dolce e suadente come la prece di un bambino.
Tutte le costumanze, tutti i riti svariati e complessi, che affondano le
loro radici in tempi lontani ed in remote tradizioni, tutte le
espressioni di gioia che accompagnano questa solennità del Santo
Natale, hanno come sfondo la musica e il canto. Dai nostri avi di
Codissago abbiamo ereditato questo variopinto bozzetto di note, che nei
tempi andati si eseguiva tanto in chiesa che nelle serate di
"filò", in una interminabile sequenza di strofe, perché
ognuno voleva cantare la sua, ma ad ogni ritornello ci si ritrovava
insieme, ed allora le voci salivano fin lassù, nel più alto dei cieli.