Con questo brano il coro ha il suo inno, il testo e
la musica sono della Maestra del Coro Anna D'Incą.
Le ragazze raccontano la loro passione per il canto, passione che fa in
modo che la fatica quotidiana non riesca a distoglierle dal canto.
Ma la canzone spiega anche come si canta in coro, come le varie voci si
uniscano, e anche l'orgoglio dell'appartenenza al proprio gruppo.
Tutte queste sensazioni, questi sentimenti, e altro ancora, fanno capire
l'amore di queste coriste per il loro "CORO DI CODISSAGO".
L'armonizzazione di Primo Berardo é stata regalata al Coro
di Codissago dal fratello Bruno Berardo, dopo la morte del musicista.
Quest'Ave Maria é uno dei canti pił popolari del folklore sardo. Non solo
cantata, anche recitata nelle funzioni religiose e nelle processioni delle
tradizioni paesane. Cosģ famosa da essere incisa, oltre che da solisti e gruppi
della Sardegna, anche da Fabrizio De André.
Negli anni 40', in campo musicale, c'era una coppia di autori che furoreggiava.
Cherubini e Pagano scrissero all'epoca tantissime canzoni: una di queste é
"Mamma buonanotte", scritta nel 1942 per il film "Concerto a
richiesta". Molto conosciuta, soprattutto dai non pił giovanissimi,
racchiude in sč un messaggio molto dolce: che per una volta non sia la mamma a
dare la buonanotte ai figli, ma il contrario.
E' un brano friulano, ma il modo di dire ormai é stato adottato un po'
dappertutto. Quando si dice "andare cuc", tutti capiscono che si parla
di un marito andato ad abitare dalla moglie. Qui la storia é proprio cosģ: il
giovanotto vede questa bellissima fanciulla ed é colpo di fulmine. Ma lei
subito lo avvisa: non lascio la mamma da sola, se mi vuoi, vieni cuc. E lui
accetta perché, nonostante amici e conoscentilo mettano in guardia sul futuro
che lo aspetta, é cosģ innamorato che non gli importa di nient'altro e
dice:"Avere questa fanciulla, per me é come possedere il mondo
intero".
A partire dal 1870, pił di centomila italiani ogni anno lasciarono la propria
casa, la propria gente, la propria cultura, diretti verso Argentina, Brasile e
Stati Uniti, sognando di lasciarsi alle spalle povertą, miseria,
disoccupazione, ma soprattutto un'esistenza senza prospettive. Purtroppo, molti
di questi viaggi furono funestati da naufragi e incidenti, e tanti di essi
furono purtroppo viaggi senza ritorno. La canzone popolare "Mamma dammi
cento lire" é appunto il canto di tanti giovani per i quali la traversata
oceanica rappresentava il passaggio di status a cui essi aspiravano. Ma, come
dice la canzone, spesso i loro sogni finivano in fondo al mare.
Ricordi di un tempo felice, di un amore lontano.
Angoscia e nostalgia ti attanagliano il cuore.
Solo il ricordo di una bella canzone cantata un tempo insieme, ti allevia il
dolore e ti ridą speranza.
Questa composizione consta di tre movimenti che vogliono identificare tre
diversi atteggiamenti della posesia villereccia.
Momenti di commozione sincera che vibrano nell'aria tra case e vette. E' la sera
di sabato ed i giovani gią pregustano la gioia del dģ di festa. La serenata
iniziale, il richiamo e l'invito alla danza, preludono il ritmo finale della
festosa "kermesse" del sabato sera che si protrarrą sino al mattino.
1
dicembre 2007 a Sedico (BL)
ORA LA PACE
(B. De Marzi)
Cantata dai tre cori che hanno partecipato alla serata "10 anni nel
ricordo"
CORO DI CODISSAGO
CORO MONTI DEL SOLE
VISBELL GROUP