ADESTE FIDELES
(anonimo)


Questo canto della notte di Natale, non ha certo bisogno di presentazione, grazie alla sua universale notorietą. Diciamo universale non a caso, poichč esso č cantato non solo in Italia, ma in tutto il mondo cristiano. Anche i negri americani se ne sono appropriati, trasformandolo, con il loro tipico modo di esprimersi in musica, in un "Gospel Song".

  « Adeste fideles lęti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

En grege relicto humiles ad cunas,
vocati pastores adproperant,
et nos ovanti gradu festinemus.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

Ęterni Parentis splendorem ęternum,
velatum sub carne videbimus,
Deum infantem pannis involutum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.

Pro nobis egenum et fœno cubantem
piis foveamus amplexibus;
sic nos amantem quis non redamaret?
Venite adoremus (ter)
Dominum. »
Adeste fideles č il titolo di canto natalizio di cui a tutt'oggi non esistono prove sufficienti per attribuirne la paternitą ad un nome preciso. L'unica certezza che emerge dalla documentazione esistente č il nome del copista, cioč di colui che trascrisse materialmente il testo e la melodia: sir John Francis Wade, che lo avrebbe trascritto da un tema popolare inglese nel 1743-1744 per l'uso di un coro cattolico, a Douai, cittadina nel nord della Francia, a quel tempo importante centro cattolico di riferimento per i cattolici perseguitati in Inghilterra.

Il testo del canto č costituito da otto strofe di cui solo la I, V, VI e VII furono trascritte dal Wade. La II,III e IV strofe vennero composte da Jean Francois Borderies nel 1794 e una VIII da un anonimo. Qui a fianco sono riportate le prime quattro strofe pił conosciute.